Rischio ambientale al femminile

Relazione al Convegno “Ambiente Donna e Salute”
II Policlinico universitario Federico II - 9 APRILE 2008
9 aprile 2008 - Antonio Marfella

In principio fu Capua, la più meridionale delle colonie etrusche che si era fusa con il Popolo autoctono e matriarcale degli Oschi. Il punto di contatto con le terre selvagge dei Sanniti. La città più ricca d'Italia centinaia di anni prima di Roma. La terra del vino falerno, del giurano e del massico, dolce/amari come il sangue, inimmaginabili ai palati di oggi. Terra di argentieri, profumi e frutta formidabile, bestiame e unguenti come il meli-loto della rosa.
Qui Annibale perde la conquista di Roma (“gli ozi di Capua”) : la bellissima donna capuana fu allo stesso tempo Persefone e Demetra, luogo di morte e di fertilità.
Capua fu il ventre caldo delle madri che tolse le forze ai Cartaginesi, ma è a Capua che Roma impara il rituale gladiatorio, il massimo della virilità sprezzante della Morte. Qui Spartaco formerà l'esercito dei suoi ribelli. Qui nasce la commedia popolare detta Atellana: la ribellione e la satira del Potere.
A circa 30 km da Capua sorgeva Suessola.
La cittadina di Suessola era ubicata all’incirca in quella zona che oggi è nella parte settentrionale del centro di Acerra, lungo la strada che conduce a Maddaloni, al di sotto di un palazzo ottocentesco in rovina conosciuto come Casina Spinelli, oggi località Calabricito.
La città era di chiara origine osca. Memorabile fu la battaglia di Suessola fra Romani e Sanniti sotto le mura di questa città nell'anno 341 a.C.: in essa i Romani comandati dal console Marco Valerio Corvo sconfissero definitivamente i Sanniti che in quei luoghi bramavano di possedere la terra più fertile e ricca scendendo dall’aspro Appennino. Fu vendicata l’onta delle forche caudine, e Roma ebbe il suo granaio più fertile fino alla conquista della Sicilia e dell’Egitto.
Nel 1778 la nobile famiglia Spinelli, proprietaria della tenuta di Calabricito dove sorgeva la città di Suessola, dispose l'edificazione di una casina per intrattenere il re Ferdinando IV di Borbone durante il periodo di caccia..
Che dolore e tristezza infinita per me scoprire circa due anni fa che questa terra, la piu’ fertile della mia Patria (=Terrra dei miei Padri) da almeno quindici anni è sede di uno dei piu’ vergognosi sversamenti di rifiuti tossici del disastro ambientale forse più negato della Storia di Italia.
I fusti di diossina a tonnellate stanno ancora là , a Suessola – Calabricito.
Si possono vedere, le ceneri si disperdono ancora al vento, si possono riprendere e fotografare.
Nel 1999 La SOGIN rileva valori di diossina nei pozzi di Calabricito – Suessola oltre 10.000 volte il massimo consentito. Nel marzo del 2008 la ARPAC rileva valori di diossina 400 volte superiori al valore massimo consentito.
Dal 1999 al 2008 , oltre a negare che c’era un problema gravissimo nella fertilissima terra degli Oschi in grado di danneggiare ed inquinare anche le terre confinanti, cosa è stato fatto?
E tutte quelle tonnellate e tonnellate di diossine scaricate nel ventre di Suessola Calabricito, diminuite alle analisi da 10.000 a 400 volte il valore soglia in oltre dieci anni, con una falda acquifera a 50 cm di profondità e senza aver fatto nulla oltre che una misera “messa in sicurezza” dell’area, dove sono finite?
Nel dicembre del 2007, però, prendendo atto che le pecore di Acerra si ritrovavano piene di diossina, ma che non si riusciva a capire come, visto che diossina nel terreno non si riscontrava alle analisi (?), una delibera della Regione Campania (del 1497/07) attesta ufficialmente che “PRESUMIBILMENTE” la diossina riscontrata nelle pecore di Acerra proviene dalla combustione dei motori a benzina e/o gasolio.


Come commentare? Si nega la evidenza e i più banali principi della Chimica.
Non si teme di perdere faccia e credibilità.
E così si mette a rischio la credibilità della intera filiera alimentare davanti a tutto il mondo: caso mozzarella docet.
E cosa potevo fare, se non cercare di aiutare, quando Orsola Cannavacciuolo, figlia del pastore morente Vincenzo, che ha curato e convissuto con le sue pecore a libero pascolo per una vita intera nelle terre degli Oschi di Suessola, mi chiedeva piangendo di fare al padre le stesse analisi che avevano fatto per almeno 4 volte alle sue pecore e non a suo padre morente ?
E così, senza volerlo, abbiamo sfondato un muro di omertà superiore a ogni possibile bugiarda ostinazione. Forse si voleva “salvare” il Mostro di Fuoco della FIBE ad Acerra e i sui multimiliardari imbrogli dalla ennesima ulteriore vergogna di essere stato costruito in una terra già avvelenata dalla diossina. La Terra più fertile della mia Patria.
Da sempre, da quando l’Uomo ha iniziato ad avere intelligenza e con essa senso religioso, l’Universo e la Vita stessa è stata sempre vista come equilibrio armonico tra la Forza Maschile e Forza Femminile. Il maschio genera e diffonde la vita, la femmina genera e tutela la vita .
Parlare di “rischio ambientale al femminile” in Campania significa quindi e obbligatoriamente parlare di DONNE (= DOMINA = SIGNORA).
Ma di quale Donna? La Campania da sempre è piena di Donne bellissime simili alle Grandi Madri, le antiche gigantesse di pietra cariche di spighe e bambini che quando entri al museo di Capua sembrano saltar giù e urlare tutte insieme "Attento, questa è la terra delle Donne!".
Certo, tutto è cambiato da quando l'antica Capua aprì le porte ad Annibale invitandolo a godersi la vita: eppure, tutto è rimasto lo stesso. Antico e moderno generano intrecci da mal di testa. Io ho lavorato 12 anni a Capua: quando ti siedi al caffè non sai se al tavolo vicino c'è Socrate o Peppino de Filippo. Per strada confondi satiri e bottegai, comari e torbide Clitennestre, ombre di aruspici e parroci di campagna, ninfe delle fonti e commesse di supermercato, parche tessitrici di destini e cameriere russe capaci di sparare ordinazioni con la durezza di una fucilata.
"Amplexu multoque mero somnoque virorum / profliganda acies...". Silio Italico, nel suo poema sulla guerra punica, scrive della vecchia Capua che "è con gli amplessi, il molto vino e il sonno che va sbaragliato un esercito che né spade né fiamme, né Marte sfrenato hanno potuto abbattere".
Ma, come la loro Terra, queste Donne non sono solo Donne di Piacere, sono Donne soprattutto FERTILI (e speriamo che lo restino…..). Sono MADRI (MATRES) : e quindi, da almeno tre millenni, “e’ figlie so’ piezz’ e core…….” .
Il legame tra Terra MADRE e FIGLIO nella mia Patria è indissolubile e più forte che altrove, come piu’ forte tra atomi è il “legame covalente” indissolubile rispetto al “legame elettrostatico” che lega alle Madri i Figli dei Fenici , dei Celti, dei Galli.
Che differenza c’è tra una Mater matuta, Filumena Marturano e Miss Novembre 2008 Anna, seduta sul trono di ecoballe di Taverna del Re nel calendario di “Napoli vive e io la difendo”? Nessuna. Sono la stessa antica Grande Madre della stessa antica Grande Terra .
E i figli maschi, come me, non sono mammoni, ma non possono non essere obbligatoriamente devoti e ubbidienti alla Mamma, a colei che non rappresenta, ma è , la “CASA” (in greco “OIKOS” da cui “ECOLOGIA” = La scienza che studia l’Ambiente = CASA ) .
Puo’ esistere pertanto (e forse rispetto a tutto il mondo) sensibilità femminile più attenta ai problemi della ECOLOGIA di una Donna Campana? Io non credo.
Non ho conosciuto un solo Comitato ambientalista in Campania che non sia guidato, coordinato e/o reso efficiente da una Donna : dalle “Donne del 29 agosto” di Acerra alle Donne di Taverna del Re, dalle Donne di Pianura e Marigliano sino alle stesse Donne della Assise di Palazzo Marigliano. Da Napoli a Caserta, a Benevento , a Salerno, ad Avellino, oggi sono le Madri, le Donne Campane che chiedono, senza se e senza ma, senza dubbi e incertezze, senza giochi di numeri, percentuali e significatività, senza nessuna possibilità di mediazione, chiarezza, impegno e soluzioni chiare in risposta all’unica cosa che ha significato per loro: la tutela della salute dei figli.
E non esiste Donna più feroce della Donna Campana se si convince che il Medico del Figlio mente (magari sapendo di mentire…..vedi Calabricito………..vedi Pianura……..): da oltre tre millenni la Terra e la Madre sono la stessa entità vitale , nella mia Terra.
Goethe notava, nei suoi appunti del Viaggio in Italia, che il degrado morale nei napoletani era tale che essi erano disponibili a vendere ogni cosa, donne e figlie incluse, solo per denaro.
Era purtroppo vero come è stato purtroppo vero oggi: luridi e turpi napoletani hanno venduto e stuprato con rifiuti tossici la Madre Terra, solo per denaro.
Ma Goethe non sapeva che quelle stesse Donne, vendute per fame o per avidità, se sentono in pericolo il Figlio, hanno capacità di reazione e di difesa che nessun Esercito al Mondo è in grado di sconfiggere. Sono le Matres Matutae: sono la Vita e la sua Tutela.
Oggi, in Campania, se abbiamo una sola possibilità di recuperare e di uscire da questa tragedia dei rifiuti urbani e dei rifiuti tossici, dobbiamo puntare sulle Donne: offrendo loro saggezza e fermezza virile, con indirizzi di diagnosi e cura chiari e non contraddittori e con una comunicazione anche scientifica che non faccia dell’arroganza la coperta corta di palesi menzogne. Si rischia solo di provocare la loro ben nota ed invincibile Furia! Lasciamole vegliare ed operare serene, al capezzale del figlio, ad aspettare che la febbre passi: add’a passa’ a nuttata…………

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