Cip6: una vergogna tutta italiana che contrasta le regole UE

WWF: dopo il danno anche la beffa per i cittadini campani
2 febbraio 2008 - WWF Italia

Con la firma dell'ordinanza per garantire gli incentivi Cip6 ai “termovalorizzatori” in Campania, è stato inferto l’ennesimo colpo basso ad una popolazione esasperata, che soffre della mancanza cronica di strategie e progettualità in materia di rifiuti e che continua a pagare, ogni giorno, con la propria salute e la negazione manifesta dei propri diritti, la presunta mancanza di soluzioni adeguate.
Tutto solo per favorire il ricorso a meccanismi che privilegiano gli interessi di una lobby imprenditoriale e di politici che hanno ignorato volontariamente i diritti di tutti i cittadini italiani.
La Campania è una Regione che produce circa 485 kg di rifiuti a persona, poco più del Veneto e come il Trentino-Alto Adige, considerate fra le Regioni più virtuose d’Italia in materia di gestione dei rifiuti, e malgrado ciò ogni cittadino campano, a fronte di nessun servizio reso, ha dovuto pagare per questa gestione disastrosa ben 101 €/anno, fra le tariffe più alte di Italia.

All'indomani della fallita gara d'appalto per la realizzazione dell'impianto di Acerra, per il quale erano in corsa Asm (A2A) e la francese Veolia, l’ultimo capitolo della vicenda rifiuti in Campania troverebbe il suo epilogo nella trattativa privata tra gli attori interessati e il Commissario De Gennaro: ancora una volta, i contributi dei cittadini, soldi pubblici in una "procedura di trattativa privata", senza che la popolazione sia sufficientemente informata sui meccanismi e sulla reale destinazione dei finanziamenti.

Dal 1992 il Cip 6 preleva dalle tasche degli italiani, attraverso le bollette elettriche, una quota che va dall’8 al 10%. Il meccanismo di incentivazione del CIP6 in Italia, piuttosto che sostenere le fonti rinnovabili ha premiato le “fonti assimiliate” che tutto sono fuorché rinnovabili e pulite. Sotto la dicitura di fonti assimilate vanno i rifiuti indifferenziati, gli scarti di raffineria, i prodotti petroliferi, ecc. Si è venuto a creare così un meccanismo perverso e ingiusto che ha semplicemente sottratto ingenti risorse economiche ai contribuenti.
Da 16 anni, circa l’80% dei soldi che gli italiani hanno pagato, pensando di finanziare le rinnovabili, hanno piuttosto alimentato una truffa ai danni dei cittadini e dello sviluppo sostenibile.

In un Paese civile, dove dovrebbe regnare lo Stato di diritto, un meccanismo illegittimo e vergognoso come il CIP6 andrebbe abolito, a favore di sistemi più virtuosi quali certificati bianchi per le raccolte differenziate, e meccanismi in “conto energia” da destinare alle fonti energetiche rinnovabili vere e sostenibili.

Roma, 01 febbraio 2008
WWF Italia ufficio stampa
06-84497.377, 213, 265, 373, 463
http://www.wwf.it/stampa

Powered by PhPeace 2.4.1.62